Imu e Tasi: le categorie catastali esenti.

Fossano 13 giugno 2018

Mentre mancano pochi giorni alla scadenza del pagamento di Imu e Tasi c'è chi si chiede ancora se dovrà pagare le imposte sulla casa o invece sarà "graziato". Vediamo le categorie esenti dal versamento delle imposte sulla casa.

Per quanto riguarda la prima casa sono esenti gli immobili adibiti ad abitazione principale che rientrano nelle seguenti categorie catastali: 

  • A/2 abitazioni di tipo civile,
  • A/3 abitazione di tipo economico, 
  • A/4 abitazioni di tipo popolare, 
  • A/5 abitazioni di tipo utrapopolare,
  • A/6abitazioni di tipo rurale,
  • A/7 villini.

Gli immobili che rientrano nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, ovvero case signorili, ville e castelli, sono invece soggetti al pagamento dell'imu. 

differenza tra categoria catastale a7 e a8

Come abbiamo visto, mentre la categoria A/7 non paga l'Imu, a versare l'imposta sono le case appartenenti alla categoria a8. Vediamo qual è quindi la differenza tra ville e villini secondo il catasto.

A/7 abitazioni in villini - Per villino deve intendersi un fabbricato, anche se suddiviso in unità immobiliari, avente caratteristiche costruttive, tecnologiche e rifiniture proprie di un fabbricato di tipo civile o economico. In più deve essere dotato, per tutte o parte delle unità immobiliari, di aree esterne ad uso esclusivo.

A/8 abitazioni in ville - Per ville devono intendersi quegli immobili caratterizzati essenzialmente dalla presenza di parco e/o giardino, edificate in zone urbanistiche destinate a tali costruzioni o in zone di pregio con caratteristiche costruttive e di rifiniture, di livello superiore all'ordinario.

Imu e Tasi seconda casa chi deve pagare

Per quanto riguarda gli immobili diversi dall'abitazione principale, i proprietari dovranno procedere al pagamento della tassa. Sempre e quando questa non rientri nei casi che danno diritto a riduzioni o esenzioni. 

 

Imu e Tasi 2017: scadenze ed esenzioni

Fossano 24 novembre 2017

Il 18 dicembre arriverà il tradizionale appuntamento con le tasse sulla casa, le temute Imu e Tasi. Dopo i continui cambiamenti normativi degli ultimi anni, da quest'anno i proprietari pagano l'imposta sui servizi municipali e la tassa sui servizi indivisibili sugli immobili diversi dall'abitazione principale, mentre è esente la prima casa (a meno che non si tratti di una struttura di lusso). Vediamo le principali informazioni per il versamento del saldo di dicembre, relative alle scadenze e alle esenzioni previste.

Tutte le regole per l'Imu e la Tasi

Scadenze Imu e Tasi 2017

Nel 2017 la scadenza il saldo è fissata il 16 dicembre. L'acconto di giugno è stato uguale al 50% dell'imposta ed è stato corrisposto con le aliquota valide per il 2016. E' stato possibile anche versare l'intero importo. Il saldo di dicembre sarà uguale al restante 50% e in realtà dovrà essere corrisposto entro il 18 dicembre, cadendo il 16 di sabato.

Imu 2017, la normativa

Per quanto riguarda l'Imposta sui servizi municipali, l'Imu, viene confermata l'esenzione per la prima casa, a meno che si tratti di abitazioni di lusso e quindi rientranti nelle categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (ville), A/9 (castelli o palazzi di eminenti pregi artistici o storici). In questo caso si applica un'aliquota dello 0,4%.  Per quanto riguarda le aliquota restano confermate quelle previste per il 2016, fermo restando la possibilità dei sindaci di ridurre le percentuali, ma non di aumentarle.

Imu 2017, esenzioni

La legge prevede specifici casi in cui l'immobile è equiparato ad abitazione principale e pertanto esente dal pagamento. L'Imu non si paga nei casi di:  

unità immobiliari adibite ad abitazione principale di soci assegnatari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivise

gli alloggi classificati come sociali ai sensi del decreto del 22 aprile del 2008 del Ministero delle Infrastrutture

le unità immobiliari di proprietà del personale di servizio permanente delle Forze Armate o della Polizia, dei Vigili del Fuoco e del personale della carriera prefettizia non concesso in locazione.

la casa assegnata al coniuge in caso di separazione

la casa appartenente a cittadini residenti all'estero, se si è pensionati nel Pase dove si risiede, se si è iscritti all'AIRE e l'immobile non risulta né locato né utilizzato per un comodato d'uso.

unità immobilire, non locata, posseduta per proprietà od usufrutto da anziani o disabili ricoverati in istituto, qualora lo stabilisca l'opportuna delibera comunale.

tasi 2017 seconda casa 

Come già accaduto per la prima rata, anche per il saldo non pagheranno la tasi i prorietari di prima casa (sempre e quando non si tratta di un immobile di lusso). Se i componenti del nucleo familiare vivono in immobili differenti, solo uno avrà pero' diritto all'esenzione.

Esenti dal pagamento anche le pertinenze dell'abitazione principale. Per quanto riguarda le aliquote, invece, i Comuni possono mantenere le aliquote maggiorate dello scorso anno (+0,8%), ma non possono aumentarle.

Il 18 dicembre arriverà il tradizionale appuntamento con le tasse sulla casa, le temuteImu e Tasi. Dopo i continui cambiamenti normativi degli ultimi anni, da quest'anno i proprietari pagano l'imposta sui servizi municipali e la tassa sui servizi indivisibili sugli immobili diversi dall'abitazione principale, mentre è esente la prima casa (a meno che non si tratti di una struttura di lusso). Vediamo le principali informazioni per il versamento del saldo di dicembre, relative alle scadenze e alle esenzioni previste.

Tutte le regole per l'Imu e la Tasi

Scadenze Imu e Tasi 2017

Nel 2017 la scadenza il saldo è fissata il 16 dicembre. L'acconto di giugno è stato uguale al 50% dell'imposta ed è stato corrisposto con le aliquota valide per il 2016. E' stato possibile anche versare l'intero importo. Il saldo di dicembre sarà uguale al restante 50% e in realtà dovrà essere corrisposto entro il 18 dicembre, cadendo il 16 di sabato.

Imu 2017, la normativa

Per quanto riguarda l'Imposta sui servizi municipali, l'Imu, viene confermata l'esenzione per la prima casa, a meno che si tratti di abitazioni di lusso e quindi rientranti nelle categorie catastali A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (ville), A/9 (castelli o palazzi di eminenti pregi artistici o storici). In questo caso si applica un'aliquota dello 0,4%.

Per quanto riguarda le aliquota restano confermate quelle previste per il 2016, fermo restando la possibilità dei sindaci di ridurre le percentuali, ma non di aumentarle.

Imu 2017, esenzioni

La legge prevede specifici casi in cui l'immobile è equiparato ad abitazione principale e pertanto esente dal pagamento. L'Imu non si paga nei casi di 

  • unità immobiliari adibite ad abitazione principale di soci assegnatari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivise
  • gli alloggi classificati come sociali ai sensi del decreto del 22 aprile del 2008 del Ministero delle Infrastrutture
  • le unità immobiliari di proprietà del personale di servizio permanente delle Forze Armate o della Polizia, dei Vigili del Fuoco e del personale della carriera prefettizia non concesso in locazione.
  • la casa assegnata al coniuge in caso di separazione
  • la casa appartenente a cittadini residenti all'estero, se si è pensionati nel Pase dove si risiede, se si è iscritti all'AIRE e l'immobile non risulta né locato né utilizzato per un comodato d'uso.
  • unità immobilire, non locata, posseduta per proprietà od usufrutto da anziani o disabili ricoverati in istituto, qualora lo stabilisca l'opportuna delibera comunale.

tasi 2017 seconda casa 

Come già accaduto per la prima rata, anche per il saldo non pagheranno la tasi i prorietari di prima casa (sempre e quando non si tratta di un immobile di lusso). Se i componenti del nucleo familiare vivono in immobili differenti, solo uno avrà pero' diritto all'esenzione.

Esenti dal pagamento anche le pertinenze dell'abitazione principale. Per quanto riguarda le aliquote, invece, i Comuni possono mantenere le aliquote maggiorate dello scorso anno (+0,8%), ma non possono aumentarle.

Affitti brevi: le nuove regole

Fossano 13 ottobre 2017

Con la circolare n 24/E l'Agenzia delle Entrate ha fornito i tanti attesi chiarimenti sulla nuova disciplina delle locazioni brevi, la cosiddetta legge Airbnb. Il provvedimento, tra le altre cose, fa il punto sui contratti ai quali si applica la nuova disciplina, sugli attori coinvolti, su chi deve fare effettuare le ritenute e le comunicazioni dei dati relativi ai contratti e sulle sanzioni per i mancati adempimenti.

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Ecobonus,sismabonus,mobili:la mappa delle agevolazioni 2017

8 febbraio 2017

Ecobonus, sismabonus, mobili: la mappa delle agevolazioni in vigore dal 1°gennaio
Guida sintetica - ma completa - ai bonus, rinnovati e potenziati dalla legge di bilancio 2017 

Una guida schematica ed efficace per valutare la convenienza e le opportunità offerte dalle agevolazioni fiscali per il 2017 in materia di efficienza energetica, adeguamento e miglioramento antisismico e acquisto di nuovi mobili per la casa. La mappa dei bonus - a cura di Confedilizia - spiega in modo sintetico e per capitoli cosa si può fare e quanto si risparmia.

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Cedolare secca per affitti transitori

8 febbraio 2017

La cedolare secca al 10% si applica anche agli affitti transitori. A chiarirlo è stata l'Agenzia delle Entrate nella risposta ad un quesito formulato nell'ambito dell'iniziativa del Sole24ore Telefisco 2017. Le Entrate hanno fornito delucidazioni anche in merito alla mancata comunicazione della proroga del contratto di locazione.

Cedolare secca affitti transitori

La cedolare secca sugli affitti con aliquota ridotta (10 per cento fino alla fine del 2017) si applica – oltre che ai contratti d'affitto agevolati (3 anni più 2) e ai contratti per studenti universitari – anche ai contratti transitori disciplinati dalla legge n. 431 del 1998.

Mancata proroga cedolare secca

Come stabilito da una comunicazione della stessa Agenzia delle Entrate la mancata comunicazione della proroga dell'opzione della cedolare secca “non comporta la revoca dell’opzione esercitata in sede di registrazione del contratto di locazione qualora il contribuente abbia mantenuto un comportamento coerente con la volontà di optare per il regime della cedolare secca, effettuando i relativi versamenti e dichiarando i redditi da cedolare secca nel relativo quadro della dichiarazione dei redditi”.

Con la risposta al Telefisco, l'Agenzia ha chiarito che tale disposizione si applica in relazione alle comunicazioni di proroga del contratto che andavano presentate prima del 3 dicembre 2016, data di entrata in vigore della nuova norma.

 

Cresce l'erogazione dei mutui

8 febbraio 2017

Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 11.455 milioni di euro nel terzo trimestre 2016. Rispetto allo stesso periodo del 2015 si registra un aumento delle erogazioni pari a +6,2%, per un controvalore di +673,4 milioni di euro. È quanto emerge dai dati riportati nel Bollettino Statistico IV-2016 pubblicato da Banca d’Italia nel mese di Gennaio 2017.
Mercato del credito ancora positivo, dunque, con erogazioni in aumento da quasi tre anni e che per il sesto trimestre consecutivo superano i 10 miliardi di euro. Questo trend è suffragato anche dalle performance positive riscontrate mensilmente, che vedono incrementi importanti a partire dalla metà del 2014, nonostante un rallentamento della crescita a partire dal secondo trimestre di quest’anno.
Guardando ai numeri dei primi nove mesi del 2016, riscontriamo che sono stati erogati alle famiglie italiane finanziamenti per l’acquisto della casa per 35.732 milioni di euro.
Il saldo annuale, se confrontato con quanto rilevato da Gennaio a Settembre 2015, segna un aumento dei volumi pari a +26,8%, per un controvalore di +7.562 milioni di euro.

 

Bonus mobili 2017: le novità.

19 gennaio 2017

BONUS MOBILI 2017, la guida dell'Agenzia delle Entrate con le novità della legge di stabilità.

L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato la guida aggiornata a gennaio 2017 del bonus mobili con le novità introdotte dall'ultima legge di stabilità. Anche per quest'anno e' stata infatti prorogata la detrazione irpef per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione.

Bonus mobili 2017, la proroga

Come segnalato dalla nuova guida, si puo' usufruire della detrazione irpef del 50% per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni) sembre se legata a lavori di ristrutturazione. L'agevolazione è stata proprogata anche per gli acquisti che si effettueranno nel 2017, ma potrà essere richiesta solo da chi realizza un intervento di ristrutturazione edilizia iniziato a partire dal 1 gennaio 2016. Invece, se l'acquisto del mobile o dell'elettromestico è avvenuto nel periodo compreso tra il 6 giugno e il 31 dicembre 2016, il presupposto per poter usufruire della detrazione rimane quello di aver sostenuto spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio a partire dal 26 giugno 2012.

Bonus mobili 2017 come funziona

Per avere diritto al bonus è indispensabile realizzare una ristrutturazione edilizia sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni degli edifici. Quando si effettua un intervento sulle parti condominiali (per esempio, guardiole, appartamento del portiere, lavatoi), i condòminihanno diritto alla detrazione, ciascuno per la propria quota, solo per i beni acquistati e destinati ad arredare queste parti. Il bonus non è concesso, invece, se acquistano beni per arredare il proprio immobile

Casa,bonus ristrutturazioni e bonus mobili: le regole per il 2017

18 novembre 2016

Oltre alle numerose novità su ecobonus e sismabonus, la legge di Bilancio 2017 contiene  anche le proroghe delle ormai celeberrime detrazioni fiscali relative alle
ristrutturazioni edilizie e all’acquisto di mobili , grandi elettrodomestici e  apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica.
Uno “sconto” del 50% da utilizzare entro il 31 dicembre 2017, ma facendo attenzione al
rispetto di determinati parametri.
Vediamo quali sono le regole valide per il 2017 per i due bonus casa più utilizzati in Italia.....

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Agevolazioni per chi acquista casa da affittare

10 ottobre 2016

Agevolazioni per chi acquista casa da affittare

L’agevolazione è stata introdotta dal decreto sblocca Italia (D.l. 133/2014), ed è stata resa operativa con il Decreto del Mef e del Mit dell'8 settembre 2015. Recentemente, con Circolare n. 3 del 2 marzo 2016, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta per fornire chiarimenti sull'agevolazione, a seguito dei dubbi posti da CAF ed altri operatori. Di seguito un riepilogo dell'agevolazione, aggiornato ai recenti chiarimenti di prassi.
Agevolazioni acquisto casa da affittare: soggetti beneficiari

Possono beneficiare dell'agevolazione i soggetti...... scarica il testo integrale

 

 

Ecobonus per la casa intelligente

20 settembre 2016

Scatta l’ecobonus 65% per la casa intelligente
Via all’ecobonus per la domotica: è ora possibile inviare online a Enea i documenti necessari per usufruire della detrazione fiscale al 65 per cento sull’acquisto diimpianti di building automation: consentono di «controllare da remoto» il riscaldamento,la climatizzazione estiva e la produzione di acqua calda sanitaria; il tutto telecomandando anche con lo smartphone......

Scarica il testo integrale

 

Fonte:Il Mattino

Bonus energia 65%

20 settembre 2016

Bonus energia 65%, nella legge di stabilità proroga ed estensione della detrazione

Il Governo è al lavoro sulle misure da inserire nella legge di Stabilità, tra cui anche quelle dedicate all'efficientamento energetico degli edifici. L'idea è quella di

estendere il bonus energia per un numero non stabilito di anni e di abbinarlo agli interventi di adeguatamento antisismico. La detrazione potrebbe, inoltre, essere estesa anche

agli incapienti e a chi abita nei condomini.

A illustrare i piani del governo è stato lo stesso ministro delle Infrastrutture Delrio durante un'audizione in Senato. ·"La previsione dell'estensione ai condomini degli

ecobonus - ha detto il ministro -richiede e richiederà un protagonismo diverso delle Esco e di altri strumenti perché ovviamente la ristrutturazione e la riqualificazione di un

intero edificio è tanto più appetibile quanto meno il condomìno deve sborsare inizialmente una cifra, è evidente”.

"Sulla riqualificazione e la ristrutturazione sismica è evidente che ci deve essere anche una parte importante di leva pubblica, su questo non c'è dubbio, cioè se noi vogliamo

fare un vero piano abbiamo bisogno di mettere risorse, non c'è dubbio. La Legge di Stabilità dovrà prevedere anche questo aspetto".

Tre agevolazione già operative

20 settembre 2016

Tre agevolazioni già operative

In attesa delle nuove misure di cui si discute in questi giorni, il nostro ordinamento prevede già diverse misure che agevolano gli interventi di prevenzione antisismica. Misure

che quindi possono essere usate – oltre che per la ricostruzione degli edifici danneggiati dal sisma del 24 agosto –anche per intervenire preventivamente sul patrimonio edilizio

esistente in modo da attenuare o evitare il crollo strutturale in caso di nuovi terremoti. In sintesi vediamole una per una.

Il bonus del 50%

Per gli edifici abitativi (condomini, case uni-bifamiliari e relative pertinenze) posseduti da persone fisiche, si applica la detrazione Irpef “potenziata” al 50% per gli

interventi di recupero del patrimonio edilizio, nel limite massimo di 96mila euro per unità immobiliare. La detrazione che deve essere ripartita in dieci quote annuali di pari

importo è attualmente è prevista per le spese sostenute fino al 31 dicembre di quest’anno (articolo 1, comma 74, lettera c) della legge 208/2015). Dal 1° gennaio 2017, salvo

proroghe, ritornerà al 36% di un massimo di 48mila euro.
La detrazione si applica tra l’altro agli interventi di recupero edilizio – manutenzione ordinaria sulle parti comuni, manutenzione straordinaria, restauro, risanamento

conservativo e ristrutturazione edilizia – e agevola anche gli interventi relativi all’adozione di misure antisismiche, con particolare riguardo all’esecuzione di opere per la

messa in sicurezza statica e per la redazione della relativa documentazione obbligatoria atta a comprovare la sicurezza statica del patrimonio edilizio, nonché per la

realizzazione degli interventi necessari al rilascio della documentazione.
Gli interventi antisismici, ai fini della detrazione (articolo 16-bis, comma 1, lettera i) del Dpr 917/1986) devono essere realizzati sulle parti strutturali di interi edifici

e, se riguardanti fabbricati siti in centri storici, devono essere eseguiti sulla base di progetti unitari e non su singole unità immobiliari.

Il 65% per le zone 1 e 2

Oltre alla detrazione Irpef “generica” del 50%, è riconosciuta una detrazione Irpef/Ires “specifica” del 65% delle spese sostenute, sino a un ammontare massimo di 96mila euro,

per interventi di messa in sicurezza statica. Anche in questo caso, la detrazione è attualmente applicabile alle spese sostenute fino al 31 dicembre 2016 (articolo 1, comma 74,

legge 208/2015).
Al momento il beneficio riguarda le abitazioni principali e gli immobili a destinazione produttiva (uffici, negozi, capannoni, laboratori eccetera) posseduti anche da persone

giuridiche (soggetti Ires e non solo Ires). Gli immobili devono essere situati nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2, individuate in base ai criteri idrogeologici

di cui all’Ordinanza del presidente del Consiglio dei Ministri 3274/2003).
Questa forma di agevolazione si applica agli interventi per i quali la richiesta del titolo ediliziodei lavori è stata presentata a dal 4 agosto 2013, data di entrata in vigore

della legge 90/2013, che ha convertito il Dl 63/2013.
La detrazione è riconosciuta per gli interventi di messa in sicurezza statica riguardanti le parti strutturali degli edifici nonché per la redazione della documentazione

obbligatoria, atta a comprovare la sicurezza statica e si applica secondo le modalità già previste per la detrazione del 50 per cento.

Il credito per gli alberghi

Un’altra misura “specifica” è quella prevista per gli alberghi (articolo 1, Dl 83/2014). Si tratta del credito d’imposta per il recupero di strutture alberghiere esistenti alla

data del 1° gennaio 2012. Il credito è pari al 30% delle spese sostenute, fino a un massimo di 200.000 euro nel triennio 2014-2016 dalle imprese alberghiere che effettuano nelle

loro strutture interventi anche di: manutenzione straordinaria, restauro e ristrutturazione edilizia, tra i quali sicuramente sono inclusi anche quelli di prevenzione

antisismica. In particolare, l’importo totale delle spese agevolabili è pari a 666.667 euro per ciascuna impresa alberghiera.
Il contributo è riconosciuto fino all’esaurimento dei fondi per esso stanziati, ossia 20 milioni di euro per il 2015 e 50 milioni di euro dal 2016 al 2019. Iil Dm attuativo 7

maggio 2015, contiene le modalità operative e le procedure da seguire, nel rispetto del criterio cronologico di presentazione delle relative domande.

Fonte: Il Sole 24 ore.

Imu e Tasi, sanzione per il ritardato pagamento

20 giugno 2016

Il 16 giugno è scaduto il termine per il pagamento dell'acconto Imu e Tasi per il 2016. E' possibile comunque effettuare il versamento in ritardo, pagando le sanzioni e gliinteressi dovuti.
Se non hai versato l'acconto, ecco tutte le regole per pagare
Chi non ha effettuato il versamento delle imposte secondo i termini previsi ha comunque la possibilità di aggiustare entro un anno la propria posizione fiscale ricorrendo allo strumento del ravvedimento operoso.

Imu e tasi ravvedimento operoso

Lo strumento del ravvedimento operoso prevede il pagamento oltre che della somma dovuta anche di sanzioni e interessi, che dipenderanno dal ritardo con cui verranno versati gli importi. In particolare ci sono quattro diversi tipi di ravvedimento.

Ravvedimento sprint - per un ritardo fino a 14 giorni si calcola una sanzione pari allo 0,2% al giorno fino a un massimo del 2,8% per 14 giorni di ritardo più gli interessi (dal 1º gennaio 2015 il tasso di interesse annuo è stato fissato allo 0,5%).

Ravvedimento breve - per un ritardo dal 15º fino al 30º giorno, la sanzione da applicare sarà pari al 3% più gli interessi da calcolare (aliquota dello 0,5% annuo).

Ravvedimento medio - si applica dopo il 30º giorno e fino al 90º e prevede una sanzione fissa del 3,33% dell'importo da versare più gli interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale.

Ravvedimento lungo - ritardo dal 31º giorno fino a un anno. La sanzione è del 3,75% più gli interessi, da calcolarsi al saggio legale annuo dello 0,5%

Il credito d’imposta «premia» il cambio della prima casa

18 maggio 2016

Il credito d’imposta «premia» il cambio della prima casa

La legge concede un notevole beneficio fiscale (il cosiddetto «credito d'imposta») a favore di chi compra un’ulteriore «prima casa», dopo aver comprato in passato un’altra prima casa, a condizione che quest’ultima sia alienata rispetto al nuovo acquisto, o entro l’anno precedente, o entro l’anno successivo.

L’agevolazione
Per spiegare meglio questa agevolazione,...................................

Fonte : Il Sole 24 Ore

La vecchia abitazione agevolata si vende entro un anno

18 maggio  2016

La vecchia abitazione agevolata si vende entro un anno

Per effetto della legge di Stabilità per il 2016 (articolo 1, comma 55), l’agevolazione per l’acquisto della “prima casa” spetta anche all’acquirente che già sia proprietario diun’altra abitazione (ovunque ubicata) acquistata con la medesima agevolazione, a condizione che quest’ultima sia alienata entro un anno dal nuovo acquisto; il beneficio fiscale non spetta invece a chi compra una casa ubicata in un Comune nel quale il compratore stesso già abbia la proprietà di un’altra abitazione (per effetto di un acquisto al quale non venne applicata l’agevolazione “prima casa”), anche se essa venga alienata entro un anno dal nuovo acquisto.
Infatti, fino al 31 dicembre 2015, non poteva beneficiare dell’agevolazione “prima casa” né il compratore che fosse proprietario di altra casa nel medesimo Comune né il compratore che fosse proprietario di altra abitazione, ovunque ubicata, per il cui acquisto egli avesse beneficiato dell’agevolazione “prima casa” (in entrambi i casi ilcontribuente in questione era “costretto” a vendere l’abitazione preposseduta, se avesse voluto beneficiare dell’agevolazione
“prima casa” in sede di nuovo acquisto).
Dal 1° gennaio 2016, invece, occorre distinguere: se il contribuente è già proprietario di un’altra abitazione, ovunque ubicata, acquistata con l’agevolazione “prima casa”, egli può compiere un nuovo acquisto agevolato, ma a condizione che la casa già di sua proprietà sia alienata entro un anno dal nuovo acquisto agevolato; se il contribuente è già proprietario di un’altra abitazione, non acquistata con l’agevolazione “prima casa”, ubicata in un Comune diverso da quello nel quale si trova l’abitazione oggetto del nuovo acquisto, egli può compiere un nuovo acquisto agevolato senza dover alienare la casa già di sua proprietà (né prima né dopo il nuovo acquisto agevolato); se il contribuente è già proprietario di un’altra abitazione, acquistata con l’agevolazione “prima casa”, ubicata nel medesimo Comune nel quale si trova l’abitazione oggetto del nuovo acquisto, egli può bensì compiere un nuovo acquisto agevolato, ma a condizione che la casa già di sua proprietà sia alienata entro un anno dal nuovo acquisto agevolato; se il contribuente è già proprietario di un’altra abitazione, non acquistata con l’agevolazione “prima casa”, ubicata nel medesimo Comune nel quale si trova l’abitazione oggetto del nuovo acquisto, egli può compiere un nuovo acquisto agevolato solo a condizione che la casa già di sua proprietà sia alienata prima del nuovo acquisto agevolato.

Fonte : Il Sole 24 Ore

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